Villanova:
manca un progetto.
L’annuncio
dell’imminente istituzione della Zona a Traffico Limitato (ZTL) e della Zona
Pedonale (ZP) a Villanova ha generato un vivace malumore tra gli abitanti dello
storico quartiere. Si tratta di un malumore fondato su ragioni ben chiare e
condivisibili; non sull’avversione aprioristica alla pedonalizzazione ma sulla
legittima rivendicazione di servizi per i cittadini e di misure che
accompagnino i provvedimenti di limitazione al traffico.
Noi
siamo favorevoli alle ZTL e alle ZP, anche a Villanova, ma devono essere
interne ad un progetto di riqualificazione umana e sociale di un’area; invece, la
Giunta comunale, che pure lealmente sosteniamo, agisce sul centro storico in
continuità con la fallimentare azione di Floris e Onorato attraverso modalità
che non condividiamo.
Manca una progettazione e non esiste un regolamento per le ZP. Il Piano Urbano della Mobilità (PUM) non prevede alcuna limitazione al traffico nel quartiere di Villanova. Nonostante ciò si procede in tutta fretta con la chiusura al traffico di un’area di oltre otto ettari abitata da circa seimila persone. Come un coniglio dal cilindro, appare la pedonalizzazione di Villanova nonostante la mancanza di un progetto complessivo. Ma su quali basi si fa, quindi, la ZTL e la ZP? Si utilizzano vecchie indagini (della precedente amministrazione di centrodestra) che quei pochi residenti intervistati definiscono “ridicole”.
Manca una progettazione e non esiste un regolamento per le ZP. Il Piano Urbano della Mobilità (PUM) non prevede alcuna limitazione al traffico nel quartiere di Villanova. Nonostante ciò si procede in tutta fretta con la chiusura al traffico di un’area di oltre otto ettari abitata da circa seimila persone. Come un coniglio dal cilindro, appare la pedonalizzazione di Villanova nonostante la mancanza di un progetto complessivo. Ma su quali basi si fa, quindi, la ZTL e la ZP? Si utilizzano vecchie indagini (della precedente amministrazione di centrodestra) che quei pochi residenti intervistati definiscono “ridicole”.
Gli
abitanti chiedono parcheggi riservati in numero adeguato e in zone adeguate;
nessuna pretesa di parcheggiare sotto casa, solo richieste di buon senso. Ma il
numero di stalli riservati è lo stesso della giunta Floris-Onorato. Quelli che
si prevedono in aggiunta sono una. Non se ne prevedono nell’area in cui
servirebbero: viale Regina Elena e Piazza Costituzione. Da dicembre sono state
fatte proposte concrete per ottenere da APCOA parcheggi in viale Regina Elena.
Nessuna risposta. L’unica sorpresa, di Natale, è stato l’aumento da 30 a 55 euro del parcheggio
APCOA di viale Regina Elena.
Con
la ZTL e la ZP gli abitanti delle aree interessate danno qualcosa alla città.
E’ ragionevole chiedere delle azioni di riequilibrio, a partire da interventi
sulla mobilità. Un pulmino elettrico che attraversi il quartiere, dal mercato
di S. Benedetto a piazza Costituzione. E perché non immaginare un servizio di
car-sharing per chi abita nella zona pedonale, magari con macchine elettriche? Per
i cittadini che abbiano la necessità di essere accompagnati in auto fino alla
propria abitazione si è proposto un sistema di sms gratuiti per autorizzare
l’ingresso e l’uscita delle vetture di non residenti. Si adottino misure semplici
ma concrete già collaudate in diversi centri storici di importanti città
italiane; ad esempio, l’installazione di dissuasori a scomparsa.
Azioni
di riequilibrio sono doverose sul fronte della pulizia delle strade e della
raccolta dei rifiuti. In alcune vie, arbitrariamente, hanno eliminato i
cassonetti. In altre si è invasi. Non sono
tollerabili le politiche “due pesi, due misure”, che continuano. Abbiamo
chiesto, già dal 2010, che partisse in via sperimentale a Villanova la raccolta
differenziata porta a porta. Ci pare un elemento di progresso. Perché nel 2011
si sono spesi tanti soldi per comprare 1.000 cassonetti nuovi, invece che per
sperimentare il porta a porta in un quartiere che lo chiedeva?
La settimana scorsa hanno appeso dei cartelli “vendesi” a Villanova. Il trend è questo: il quartiere viene abbandonato dai residenti storici, appartenenti alla fasce popolari, e viene abitato dalla media borghesia che ha i soldi per permettersi di vivere là. Un fenomeno simile a quanto conosciuto a Castello in questi 20 anni. Non possiamo condividere scelte politiche volte a eliminare socialmente un quartiere, i cui residenti son costretti a trasferirsi nell’hinterland.
La settimana scorsa hanno appeso dei cartelli “vendesi” a Villanova. Il trend è questo: il quartiere viene abbandonato dai residenti storici, appartenenti alla fasce popolari, e viene abitato dalla media borghesia che ha i soldi per permettersi di vivere là. Un fenomeno simile a quanto conosciuto a Castello in questi 20 anni. Non possiamo condividere scelte politiche volte a eliminare socialmente un quartiere, i cui residenti son costretti a trasferirsi nell’hinterland.
L’amministrazione farebbe bene ad ascoltare
le ragioni dei villanovesi e a decidere insieme a loro. La democrazia
partecipata è un processo scientifico che fa crescere collettivamente una
comunità, che porta ad assumere decisioni migliori e che produce risultati più
avanzati e di progresso. Si gioca invece a dividere una comunità. Non è il percorso
corretto.
Abbiamo una idea di riqualificazione del cuore della città che tiene al centro gli abitanti e che migliori la vivibilità e la fruibilità dei quartieri. Villanova non può diventare il nuovo salotto della Cagliari bene, non è una cartolina, non è un museo. Villanova è un quartiere vivo che ha diritto di vivere sempre meglio, anche attraverso un piano di rilancio del piccolo commercio e dell’artigianato, attraverso spazi e momenti di arte, cultura e socializzazione.
La pedonalizzazione può essere una misura importante per rivitalizzare il quartiere. Ma si tratta di attuarla con grande cautela e dopo aver eseguito attenti studi e simulazioni. Una ZTL e una ZP fatta male senza un’accorta progettazione, produce effetti negativi superiori ai vantaggi.
Abbiamo una idea di riqualificazione del cuore della città che tiene al centro gli abitanti e che migliori la vivibilità e la fruibilità dei quartieri. Villanova non può diventare il nuovo salotto della Cagliari bene, non è una cartolina, non è un museo. Villanova è un quartiere vivo che ha diritto di vivere sempre meglio, anche attraverso un piano di rilancio del piccolo commercio e dell’artigianato, attraverso spazi e momenti di arte, cultura e socializzazione.
La pedonalizzazione può essere una misura importante per rivitalizzare il quartiere. Ma si tratta di attuarla con grande cautela e dopo aver eseguito attenti studi e simulazioni. Una ZTL e una ZP fatta male senza un’accorta progettazione, produce effetti negativi superiori ai vantaggi.
Segretario del Circolo Togliatti
PRC-Federazione della Sinistra
PRC-Federazione della Sinistra
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